Superata la fine del primo quadrimestre del 2021 è tempo di fare le prime valutazioni ed analisi. Nell’ultimo anno è stato possibile notare come la pandemia abbia cambiato in modo sostanziale le abitudini di acquisto dei clienti, e come le farmacie abbiano dovuto adattare le proprie strutture, in primis per garantire la continua erogazione del servizio, dovendo poi successivamente attrezzarsi per offrire nuovi servizi di screening contro il Covid-19 e, in alcuni casi, per garantire la somministrazione dei vaccini.
La situazione attuale, sebbene ormai siano in nostro possesso gli elementi fondamentali per coglierne gli andamenti e ipotizzare delle previsioni, resta in continua evoluzione, e necessita un monitoraggio costante e approfondito.
Secondo un’analisi condotta da IQVIA, leader mondiale nell’elaborazione e analisi dei dati in ambito healthcare, il fatturato delle farmacie nel 2020 è stato tendenzialmente trainato da tutti i prodotti collegati più o meno direttamente al Covid, come dispositivi di protezione individuale e integratori. Si è invece registrato un calo per tutti i prodotti dedicati alla cura della persona, come cosmetici e creme, dovuto probabilmente all’utilizzo delle mascherine e dalla mancanza di momenti di aggregazione. Le vendite online, che hanno visto un boom nei primi mesi del 2020, hanno subito un calo verso la seconda parte dell’anno.
Lo studio IQVIA conferma, infine, un dato già evidenziato nelle analisi condotte dal team Farmassistant: il calo di fatturato maggiore delle farmacie è stato registrato in quelle situate nelle aree urbane, soprattutto in prossimità di uffici, mentre quelle rurali sono riuscite a reggere meglio il colpo e, in alcuni casi, addirittura ad incrementare il loro fatturato, intercettando e fidelizzando nuovi clienti anche grazie ai divieti di spostamento in altri comuni.
Gli elementi finora riportati conducono, nel monitoraggio degli obiettivi definiti in sede di programmazione ad inizio anno, a tenere conto di alcuni fattori:
- La campagna vaccinale sta portando lentamente ad una ripresa delle attività e dei rapporti sociali
- I dati del 2020 non possono essere la base per il confronto con l’andamentale del 2021, e si dovrà quindi fare riferimento a quelli del 2019
- Anche se le attività riprendono, sono profondamente cambiate le abitudini di acquisto delle persone e il ruolo che una farmacia deve svolgere, divenendo sempre più uno snodo delle azioni di prevenzione e monitoraggio del Covid-19
Il monitoraggio delle condizioni correnti può restituire ai titolari delle farmacie un’immagine oggettiva dell’andamento dell’attività, ponendolo nelle condizioni di rilevare in tempo reale eventuali punti deboli e correttivi da applicare.
Sarà sicuramente necessario valutare il volume dei ricavi e il peso delle diverse componenti – comparto commerciale, SSN, commercio elettronico e da quest’anno anche la componente derivante dai ricavi da servizi legati al Covid, come i tamponi antigenici.
Successivamente dovranno essere oggetto di approfondimenti i gruppi merceologici e il loro impatto percentuale sui ricavi, ma soprattutto sul contributo in termini di marginalità generate. Questo passaggio sarà fondamentale per rivedere, in corso d’opera, le offerte commerciali e le condizioni di acquisto con i diversi fornitori.
In ultima istanza, si dovrà provvedere all’analisi finanziaria, in particolare al budget di cassa: eventuali difficoltà a far fronte agli impegni assunti, o proiezioni di guadagno disattese, dovranno indurre immediatamente a ragionare su una rimodulazione delle scadenze, a una revisione delle stime e alla definizione di obiettivi più veritieri e raggiungibili.
