Business Model Canvas per la farmacia: la mappa prima del business plan

Prima di scrivere un business plan, prima di calcolare il break-even, serve una mappa. Il Business Model Canvas (BMC) è lo strumento che permette di visualizzare in un solo colpo d’occhio come funziona — o come dovrebbe funzionare — la tua farmacia come impresa, non solo come presidio sanitario.

Applicato al settore farmacia, il BMC scompone il progetto in 9 blocchi.

I 9 blocchi del Business Model Canvas applicato alla farmacia

Partner chiave
Grossisti, piattaforme di telemedicina, network di categoria: non sono solo fornitori, spesso sono i tuoi finanziatori occulti, attraverso sconti e dilazioni di pagamento.

Attività chiave
Erogazione servizi, gestione del magazzino, servizio al cliente: il front-desk brillante richiede un back-office impeccabile.

Risorse chiave
Personale qualificato, infrastruttura, competenze e risorse finanziarie: le fondamenta operative su cui costruisci tutto il resto.

Proposta di valore
Andare oltre la scatola di farmaco: salute preventiva, monitoraggio della cronicità, tempo risparmiato per il paziente.

Relazioni con i clienti
Fidelizzazione, consegne a domicilio, promozioni dedicate, customer service di qualità.

Canali
Fisico (lo spazio farmacia) e digitale (prenotazioni online, social locali) — il percorso del cliente va dalla consapevolezza all’acquisto, fino al post-vendita.

Segmenti di clientela
Pazienti cronici, sportivi, turisti, professionisti senza tempo: farmacie diverse servono segmenti diversi, e la proposta di valore va costruita di conseguenza.

Struttura dei costi
Personale, affitto o mutuo, licenze software, attrezzature: costi fissi e variabili da bilanciare, non da subire.

Flussi di ricavi
Vendita libera (alto margine), servizi/telemedicina (altissimo margine), SSN (basso margine, ma stabile).

Perché il Business Model Canvas prima del business plan

Un business plan è fatto di numeri. Ma i numeri senza un modello alle spalle sono solo illusioni: dicono quanto, non dicono perché quel numero è raggiungibile. Il BMC costringe a rispondere prima alle domande giuste — chi sono i miei clienti, cosa offro davvero, come genero ricavi — così che il business plan che segue sia una traduzione in cifre di una strategia reale, non un esercizio contabile scollegato dalla realtà.

Farmassistant guida i farmacisti nella costruzione del proprio Business Model Canvas, prima ancora di scrivere il business plan. Richiedi una consulenza strategica gratuita

Voucher Cybersecurity e Cloud 2026: fino a 20.000€ a fondo perduto per la tua farmacia

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 150 milioni di euro per sostenere la trasformazione digitale di PMI e professionisti — farmacie comprese. Una farmacia gestisce ogni giorno dati sanitari sensibili, sistemi gestionali, POS e software di fascicolo: la sicurezza informatica non è più un’opzione, ed è proprio questo che il bando premia.

Chi può accedere

Il voucher si rivolge a PMI e lavoratori autonomi — incluse le farmacie, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese. Due requisiti sono indispensabili fin dalla domanda:

  • Un contratto di connettività attivo con velocità minima di 30 Mbps in download
  • Essere in regola con la copertura assicurativa contro calamità naturali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2024

Cosa finanzia

Il piano di spesa può combinare sicurezza e cloud:

  • Cybersecurity: firewall, antivirus, sistemi di monitoraggio e protezione delle reti
  • Cloud: macchine virtuali, storage, backup, ma anche software gestionali (ERP, CRM) — purché certificati QC1 da un fornitore abilitato ACN

Attenzione: non sono ammessi semplici rinnovi di licenze esistenti. Serve un salto di qualità tecnologico reale.

Quanto vale

  • Il 50% delle spese ammissibili, a fondo perduto
  • Investimento minimo 4.000€ (voucher minimo 2.000€)
  • Contributo massimo 20.000€

Le date da segnare in agenda

  • 20 ottobre 2026, ore 12:00 — apertura compilazione della domanda
  • 10 novembre 2026, ore 12:00 — invio formale (click-day): i fondi si esauriscono in ordine cronologico, quindi la tempestività è decisiva

Il nostro Studio segue ogni fase: verifica dei requisiti, validazione dei preventivi dei fornitori, assistenza al click-day. Contattaci per una valutazione preliminare prima della scadenza del 20 ottobre.

Fondo Regionale per la Crescita Campania – FRC II Edizione

Fondo Regionale Crescita Campania

Introduzione

Il “Fondo Regionale per la Crescita Campania – FRC II Edizione” si propone di rafforzare la competitività delle imprese campane e promuovere l’innovazione, sostenendo investimenti materiali e immateriali, nonché progetti di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. L’Avviso ha una dotazione finanziaria di Euro 93.460.000,00

Beneficiari e requisiti di ammissibilità

Possono beneficiare dell’Avviso:

  • Piccole e micro imprese: costituite e iscritte nel Registro delle imprese da almeno 12 mesi antecedenti alla pubblicazione dell’Avviso.
  • Liberi professionisti: titolari di partita IVA da almeno 12 mesi, iscritti a Ordini o Collegi professionali o alla gestione separata Inps.

Interventi ammissibili e spese finanziabili

  • Macchinari, impianti e attrezzature: nuovi di fabbrica, strettamente necessari al ciclo produttivo. Sono premiali i beni ad alto contenuto tecnologico, in particolari quelli che hanno le caratteristiche del Piano Industria 4.0.
  • Opere di impiantistica: funzionali all’installazione dei beni materiali, nel limite del 10% dell’investimento totale.
  • Software, sistemi informatici e piattaforme digitali: nel limite del 20% dell’investimento totale.
  • Servizi reali avanzati per l’innovazione: nel limite del 20% dell’investimento totale.
  • Spese amministrative, studi di fattibilità e garanzie: nel limite del 10% dell’investimento totale.

Importo finanziabile

  • L’importo minimo di spesa ammissibile per ciascun progetto è di Euro 30.000,00.
  • L’importo massimo di spesa ammissibile per ciascun progetto è di Euro 150.000,00.

Spese non ammissibili

  • Spese sostenute prima della presentazione della domanda.
  • Spese relative a beni usati, automezzi (salvo eccezioni) e beni ad uso promiscuo.
  • Spese di funzionamento e gestione dell’attività.
  • Spese relative a opere di manutenzione ordinaria e interventi non connessi all’installazione dei beni finanziati.
  • Spese per le quali è venuto meno il principio della tracciabilità.
  • Spese già coperte da altre agevolazioni pubbliche.

    Agevolazione e modalità di erogazione

L’agevolazione è concessa a titolo de minimis e consiste in uno strumento finanziario misto, a copertura del 100% delle spese ammissibili, così suddiviso:

  • 50% contributo a fondo perduto
  • 50% finanziamento a tasso zero (18 rate trimestrali posticipate a quote capitale costanti con 6 mesi di preammortamento)

Erogazione

L’erogazione avviene in un’unica soluzione, a titolo di anticipazione, su un conto corrente vincolato a garanzia dell’obbligo di realizzare l’investimento. Il disimpegno delle somme avverrà a seguito della presentazione e approvazione degli Stati di Avanzamento Progetto (SAP).

Presentazione della domanda e selezione

Modalità di presentazione

La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma dedicata, dal 18 settembre 2024 e non oltre le ore 12:00 del giorno 18 ottobre 2024.

Procedura di selezione:

La selezione avverrà a graduatoria, sulla base dei seguenti criteri:

  • Criteri di Valutazione (max 85 punti): competenze tecniche del proponente, sostenibilità economico-finanziaria del progetto, qualità dell’innovazione, capacità di contribuire alla neutralità carbonica.
  • Criteri di Premialità (max 15 punti): imprese con sistema di responsabilità sociale, imprese giovanili o femminili, impegno sull’utilizzo di strumenti di conciliazione vita-lavoro, ricadute occupazionali, adesione ai domini tecnologici della RIS 3 Campania.

Saranno ammesse alle agevolazioni le domande che otterranno un punteggio minimo di 50 punti per i Criteri di Valutazione.

Come sempre siamo a tua disposizione per supportarti in tutte le fasi del progetto.

 

Ottimizzare la Gestione Finanziaria in Farmacia: Gli strumenti finanziari di breve periodo

Con l’articolo precedente abbiamo sottolineato la necessità di una gestione efficace dei rapporti con le banche. Per farlo siamo partiti analizzando il perché  l’accesso è diventato nel corso degli anni più complesso, ma soprattutto abbiamo analizzato la lettura di una Centrale Rischi.

In questo e nei prossimi articoli, esploreremo le strategie e le migliori pratiche per la gestione degli strumenti finanziari sia a breve che a lungo termine, che i titolari possono utilizzare nella gestione ordinaria della farmacia. Oggi affronteremo l’analisi di quelli a breve.

Il nostro obiettivo è fornire ai titolari di farmacia gli strumenti e le conoscenze necessarie per prendere decisioni finanziarie informate, che contribuiscono alla crescita e al successo a lungo termine del loro business. Segui il nostro corso dedicato all’argomento.

Gli strumenti di breve periodo supportano la farmacia nella gestione ordinaria e sono sottoposti ad una revisione annuale da parte della Banca. 

Il più utilizzato è l’apertura di credito in conto corrente, più comunemente chiamata scoperto di conto o fido di cassa, che in Centrale Rischi è indicato con la voce “rischi a revoca”. 

Con questo strumento la banca si impegna a tenere a disposizione del cliente una determinata somma di denaro per un certo periodo di tempo, utilizzata per effettuare pagamenti, bonifici, prelievi, la cui disponibilità originaria viene ripristinata con i versamenti periodici. 

Analizziamone le caratteristiche:

  1. E’ uno strumento che bisogna utilizzare per sopperire alle momentanee necessità di liquidità e non usato come un conto corrente ordinario e soprattutto, come spesso ci è capitato di affrontare, per finanziare degli acquisti in macchinari o attrezzature.
  2. Gli interessi sono calcolati in maniera posticipata generalmente con cadenza trimestrale e pagati nel mese di marzo dell’anno successivo. Quest’ultimo passaggio è importante in sede di pianificazione di cassa, in quanto può incidere in maniera importante sulla programmazione delle uscite per il mese di marzo.
  3. Si aggiungono poi altri costi:

– La commissione di istruttoria veloce (CIV), calcolata trimestralmente ad un tasso massimo dello 0,5% sul fido utilizzato. 

– la DIF, Disponibilità Immediata Fondi, che rappresenta la somma da pagare per la messa a disposizione delle somme da parte della banca a prescindere dal loro effettivo utilizzo. Anche questa viene calcolata ad un tasso massimo dello 0,5% su base trimestrale. 

Tutti questi costi sono controllabili nell’estratto conto periodico che la Banca invia in farmacia o desumibili dall’home banking dell’istituto di credito.

  1. Gli sconfini del fido, i cosiddetti extra fidi, dovuti a situazioni temporanee nelle quali ci sia bisogno di un ulteriore cifra extra rispetto al fido richiesto. Questa operazione va necessariamente autorizzata dalla banca, ed i tassi applicati sono generalmente molto maggiori rispetto alle normali condizioni del fido. Questa situazione è molto rischiosa e da indagare nel caso diventi una prassi consolidata in quanto sarà per la banca un segnale di evidente difficoltà e nel caso ove la stessa ritenga ci siano pericoli di insolvenza, può chiedere il rientro delle somme.

Altro strumento è il factoring o l’anticipo delle notule Asl che in centrale rischi di Banca d’Italia sono indicati sotto la voce “rischi autoliquidanti”. 

Con il contratto di factoring la cedente farmacia, passa tutti i crediti ad una società di factoring, detta cessionaria, le DCR a fronte di un’anticipazione di parte o tutto l’importo.

La cessione può avvenire pro soluto, con la quale il factor si accolla il rischio di insolvenza da parte dell’Asl, oppure pro solvendo lasciando il rischio di mancato pagamento da parte dell’Asl alla farmacia

Nel momento dell’anticipo, il titolare dovrà  battere uno scontrino a credito o meglio in sospensione di IVA e solo al momento del pagamento da parte dell’asl, dovrà battere regolare scontrino, che identifica il momento nel quale viene calcolata la relativa iva a debito. 

Gli anticipi sono concessi fino alla concorrenza di un importo definito castelletto o plafond, gli ulteriori anticipi avverranno  solo all’incasso dei crediti precedentemente anticipati.

Anche questo strumento ha i suoi costi: 

  • Gli interessi vengono liquidati in maniera trimestrale al tasso di riferimento Euribor al quale si applica il famoso  spread che identifica il ricavo della banca sull’operazione.
  • Si aggiungono poi dei costi accessori come le spese di liquidazione e le spese di istruttoria.

Infine, anche se non è ascrivibile tra gli strumenti messi a disposizione delle banche, ma che è importante in sede di pianificazione delle entrate e delle uscite correnti, abbiamo la dilazione di pagamento concessa dai fornitori. In particolare è utile considerare in sede di contrattazione delle condizioni con i fornitori, il costo, in termini di interessi ed il relativo impatto sul costo delle forniture. 

Sia che tu sia un titolare di farmacia navigato o uno che sta iniziando la propria attività, la gestione finanziaria è un aspetto che non può essere trascurato. Speriamo che questo articolo ti abbia fornito una guida utile per aiutarti a ottimizzare la gestione finanziaria, migliorando al contempo il tuo rapporto con la tua banca di riferimento.

Se hai bisogno di supporto, puoi chattare direttamente con noi

Quale Iva applicare nei servizi in Farmacia?

Dalla semplice dispensazione di farmaci ad un vero e proprio presidio sanitario territoriale, la farmacia italiana si è profondamente trasformata negli ultimi anni, ampliando i propri servizi e assumendo un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario nazionale.

In Italia i servizi in farmacia sono stati introdotti dal Decreto Legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 ampliando le funzioni delle farmacie e includendo nuovi servizi di natura sanitaria, sociosanitaria e di prevenzione.

Successivamente i Decreti ministeriali del 16 dicembre 2010 e dell’8 luglio 2011 emanati in attuazione del decreto legislativo n. 153/2009, hanno specificato le modalità di erogazione dei servizi in farmacia che ricordiamo essere:

  • Prestazioni analitiche di prima istanza, riferibili a test di autodiagnosi del paziente effettuabili direttamente in farmacia o a domicilio con il supporto di un operatore sanitario: test per glicemia, colesterolo e trigliceridi; test per misurazione in tempo reale di emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi, ematocrito;test per la misurazione di componenti delle urine quali acido ascorbico, chetoni, urobilinogeno e bilirubina, leucociti, nitriti, ph, sangue, proteine ed esterasi leucocitaria;test ovulazione, test gravidanza, e test menopausa per la misura dei livelli dell’ormone FSA nelle urine; test colon-retto per la rilevazione di sangue occulto nelle feci.
  • Servizi di secondo livello erogabili con dispositivi strumentali come:  Elettrocardiogramma (ECG), Holter pressorio, Spirometria, Telemedicina: Dermatoscopia,Tampone per la ricerca del COVID-19
  • Prestazioni professionali come la messa a disposizione di un infermiere o di un fisioterapista
  • La prenotazione delle prestazioni specialistiche.

L’aliquota IVA applicata ai servizi in farmacia varia a seconda del tipo di servizio, creando confusione e incertezza tra cittadini e farmacisti.

Esenzioni, aliquota al 5% al 10% o al 22%: il panorama è complesso e le interpretazioni non sempre univoche.

In questo articolo, faremo chiarezza sulla corretta applicazione dell’IVA sui servizi in farmacia:

  • Quali sono le aliquote IVA applicate?
  • Quali sono i servizi esenti da IVA?

Le risposte a queste due domande le ritroviamo  nella Risoluzione 60/E del 12 maggio 2017 dell’Agenzia delle Entrate e nella Risposta all’interpello del 21 settembre 2022 n.466.

La prima fornisce chiarimenti in materia di regime IVA applicabile alle prestazioni sanitarie rese all’interno dei locali delle farmacie il secondo invece affronta la problematica di una Farmacia nella corretta applicazione dell’imposta su un servizio di telemedicina.

L’Agenzia ha precisato che “l‘esenzione da IVA alle prestazioni sanitarie deve essere valutata in relazione alla natura delle prestazioni fornite, riconducibili nell’ambito della diagnosi, cura e riabilitazione, e in relazione ai soggetti prestatori, i quali devono essere abilitati all’esercizio della professione, a prescindere dalla forma giuridica che riveste il soggetto che le rende.

Quindi “l’esenzione IVA è subordinata al duplice requisito della natura della prestazione (diagnosi, cura e riabilitazione) e di colui che la rende (soggetti abilitati all’esercizio della professione), ne discende che il venir meno di uno dei due requisiti comporta il venir meno anche dell’esenzione.”

Analizziamole nello specifico:

  • Prestazioni analitiche di prima istanza nell’ambito dell’autocontrollo l’Agenzia delle Entrate afferma che “Ai fini impositivi, laddove le prestazioni nell’ambito dell’autocontrollo siano eseguite direttamente dal paziente tramite apparecchiature automatiche disponibili presso la farmacia, senza l’ausilio di un professionista sanitario, viene meno il requisito soggettivo dal quale dipende l’esenzione IVA disposta dall’articolo 10, n. 18), del D.P.R. n. 633 del 1972.”
  • Servizi di secondo livello erogabili con dispositivi strumentali: Nella Risoluzione 60/E è chiaramente riportato che  “Qualora, nel caso di specie, i servizi in questione siano prescritti da medici o pediatri ed erogati “anche” avvalendosi di personale infermieristico, nel rispetto dell’articolo 3 del D.M. 16 dicembre 2010, appare soddisfatto l’enunciato duplice requisito oggettivo e soggettivo, con la conseguente applicabilità dell’esenzione IVA.”
  • Consegna di referti su analisi effettuate da un Laboratorio convenzionato con la Farmacia con prelievo effettuato con kit autodiagnostici: L’Agenzia delle Entrate in risposta all’interpello di settembre 2022 afferma che l’attività ricadendo tra le prestazioni nell’ambito dell’autocontrollo eseguite direttamente dal paziente tramite apparecchiature automatiche disponibili presso la farmacia, senza l’ausilio di un professionista sanitario, fa sì che l’attività si configuri come “un mero rapporto di fornitura di prestazioni di servizi di diagnostica di laboratorio”. Pertanto “si ritiene che il servizio reso da Farmacia non possa rientrare nell’ambito dell’esenzione IVA disposta dall’articolo 10, primo comma, n. 18) del Decreto IVA per mancanza del requisito oggettivo, nel senso chiarito dalla Corte di Giustizia e prima richiamato. Di conseguenza lo stesso va regolarmente assoggettato ad IVA, con applicazione dell’aliquota ordinaria.”
  • Prestazioni professionali come la messa a disposizione di un infermiere o di un fisioterapista: L’Agenzia delle Entrate afferma che “Nella misura in cui le prestazioni siano richieste dal medico o pediatra e rese da operatori socio-sanitari, da infermieri e da fisioterapisti, deve ritenersi soddisfatto il duplice requisito oggettivo e soggettivo funzionale all’esenzione da IVA”
  • La prenotazione delle prestazioni specialistiche: Questo è un servizio soggetto all’imposta ad aliquota ordinaria.

Infine l’Agenzia delle Entrate afferma che “non si ravvisano preclusioni alla certificazione, da parte delle farmacie, delle prestazioni….mediante scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei servizi prestati e l’indicazione del codice fiscale del destinatario, in linea con quanto disposto per la certificazione dell’acquisto di medicinali”, ovvero lo scontrino parlante.

Ricapitolando quindi l’applicazione dell’esenzione iva o meno e disciplinata da due requisiti da rispettare contemporaneamente:

  • La natura delle prestazioni fornite, riconducibili nell’ambito della diagnosi, cura e riabilitazione
  • Soggetti prestatori, i quali devono essere abilitati all’esercizio della professione sanitarie

 

Riassumendo:

 

Finanziaria 2024 | Limite alle compensazioni

Finiamo la nostra rassegna dedicata alle norme presenti in Finanziaria che interessano anche le farmacie, con una novità che partirà dal 1 luglio 2024 relativamente alle compensazioni tramite modello F24.

Obbligo di utilizzare servizi telematici Agenzia Entrate per compensazioni

Secondo il comma 94 dell’art. 1 della Legge di Bilancio, per le compensazioni dei crediti in F24 dovranno utilizzarsi solo i canali messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. 

La novità sta nel fatto che mentre prima bisognava utilizzare  i suddetti canali ufficiali solo quando la compensazione generava un saldo zero in F24, dal primo luglio 2024, bisognerà utilizzarli anche se l’utilizzo del credito genererà un saldo a debito.

Divieto di compensazione nel modello F24 in caso di ruoli superiori a 100.000 euro

Sempre dal 1° luglio 2024, i contribuenti con debiti erariali (imposte, contributi, etc.) affidati agli agenti della riscossione per un importo complessivo superiore a 100.000 euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione, non potranno più utilizzare la compensazione tramite modello F24.

Il divieto si applica fino alla completa regolarizzazione dei debiti, comprensiva del pagamento di interessi e sanzioni.

Sono però esclusi dal divieto i contribuenti che hanno aderito a piani di rateazione o concordato.

Decreto di semplificazione degli adempimenti fiscali

Infine, in materia di compensazioni dei crediti è utile far presente che il Decreto semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 gennaio 2024, ha portato: 

  • Il tetto massimo per il rimborso e la compensazione dei crediti IVA senza visto di conformità è da 50.000 a 70.000 euro annui.
  • Il tetto massimo per la compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e all’IRAP senza visto di conformità è stato aumentato da 20.000 a 50.000 euro annui.

Finanziaria 2024: Novità per le Farmacie

Come promesso, dopo l’approfondimento sulla nuova remunerazione che entrerà in vigore il prossimo 1 marzo, oggi vedremo quali sono le altre novità che interessano le farmacie.

Innalzamento dell’aliquota Iva per prodotti per l’igiene femminile, e alcuni prodotti per la prima infanzia.

Con l’articolo 1, comma 45 della Legge di Bilancio 2024, il Governo italiano ha disposto l’aumento dell’aliquota IVA applicata ai prodotti per l’igiene femminile e a alcuni prodotti per la prima infanzia.

A partire dal 1° gennaio 2024, l’aliquota IVA applicata ai seguenti prodotti è stata aumentata dal 5% al 10%:

  • Prodotti assorbenti e tamponi destinati alla protezione dell’igiene femminile;
  • Coppette mestruali;
  • Latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia, condizionato per la vendita al minuto; 
  • estratti di malto; 
  • Preparazioni per l’alimentazione dei fanciulli, per usi dietetici o di cucina, a base di farine, semolini, amidi, fecole o estratti di malto, anche addizionate di cacao in misura inferiore al 50 per cento in peso;
  • Pannolini per bambini.

Adeguamento delle rimanenze

E’ stata prevista la possibilità di effettuare l’adeguamento dei valori delle rimanenze iniziali dei beni di cui all’articolo 92 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per il solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023.

L’adeguamento può essere effettuato mediante due metodi diversi:

  • Eliminazione delle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi. In questo caso, l’adeguamento comporta il pagamento:
  1. dell’imposta sul valore aggiunto, determinata applicando l’aliquota media riferibile all’anno 2023 all’ammontare che si ottiene moltiplicando il valore eliminato per il coefficiente di maggiorazione stabilito, per le diverse attività, con apposito decreto dirigenziale.
  2. di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’IRAP, in misura pari al 18 per cento, da applicare alla differenza tra l’ammontare calcolato con le modalità indicate alla lettera a) ed il valore eliminato
  • Iscrizione delle esistenze iniziali precedentemente omesse. In questo caso, l’adeguamento comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e dell’IRAP, in misura pari al 18 per cento, da applicare al valore iscritto.

L ‘adeguamento deve essere richiesto nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2023. 

Le imposte dovute sono versate in due rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi e la seconda entro il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui Il mancato pagamento nei termini consegue l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme non pagate e dei relativi interessi nonché delle sanzioni conseguenti all’adeguamento effettuato.

Il vantaggio è che l ‘adeguamento non rileva a fini sanzionatori di alcun genere.

I valori risultanti dalle variazioni indicate non possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento in riferimento a periodi d’imposta precedenti al 2023 e che  l’adeguamento non ha effetto sui processi verbali di constatazione consegnati e sugli accertamenti notificati fino alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio.

Rideterminazione dei tetti della spesa farmaceutica

Con l’articolo 1, comma 44 della Legge di Bilancio 2024, il Governo italiano ha rideterminato i tetti di spesa farmaceutica per gli acquisti diretti e convenzionati.

A partire dal 1° gennaio 2024, i tetti di spesa farmaceutica sono i seguenti:

  • Acquisti diretti: 8,5% del Fondo sanitario nazionale;
  • Convenzionata: 6,8% del Fondo sanitario nazionale.

In precedenza, i tetti di spesa farmaceutica erano rispettivamente pari all’8,3% e al 7%.

L’aumento del tetto di spesa per gli acquisti diretti è stato giustificato dal Governo con la necessità di garantire un’adeguata copertura della spesa farmaceutica, in particolare per i farmaci innovativi. La riduzione del tetto di spesa per la convenzionata, invece, è stata motivata dalla necessità di ridurre i costi a carico del Servizio sanitario nazionale.

Incremento del Fondo sanitario nazionale

L’articolo 1, comma 43 della Legge di Bilancio 2024 ha previsto un incremento del Fondo sanitario nazionale (FSN) per il triennio 2024-2026.

L’incremento è previsto in misura di:

  • 3 miliardi di euro nel 2024;
  • 4 miliardi di euro nel 2025;
  • 4,2 miliardi di euro nel 2026.

In totale, l’aumento del FSN previsto dalla Legge di Bilancio 2024 è pari a 11,2 miliardi di euro.

Queste risorse saranno destinate a finanziare interventi di potenziamento del Servizio sanitario nazionale, in particolare:

  • Riduzione delle liste d’attesa;
  • Valorizzazione del personale sanitario;
  • Innovazione tecnologica e digitale.

Chiuderemo il nostro percorso di lettura delle principali novità introdotte dalla finanziaria con un approfondimento sulle novità in materia di compensazione dei crediti tributari e contributivi.

Bando Invitalia – Fondo Imprese Femminili: Nuova Opportunità per le Farmacie

Fondo Imprese Femminili - Farmacie

Il Bando Fondo Imprese Femminili è stato istituito nell’ambito del PNRR, le risorse stanziate sono pari a 160 milioni di euro.

Soggetti beneficiari

Le agevolazioni sono rivolte a imprese femminili, con le seguenti caratteristiche:

  1. Società cooperativa e la società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60 per cento dei componenti la compagine sociale;
  2. Società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  3. Impresa individuale la cui titolare sia una donna;
  4. Lavoratrice autonoma (inclusa la libera professionista);

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

A partire da maggio potranno essere presentate le domande per richiedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo il seguente calendario:

  • per l’avvio di nuove imprese femminili o costituite da meno di 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 5 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 19 maggio 2022;
  • per lo sviluppo di imprese femminili costituite oltre 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 24 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 7 giugno 2022.

Investimenti Ammissibili

  1. Progetti ad alta tecnologia (es. magazzino automatizzato)
  2. Progetti per la transizione digitale sviluppo e creazione di contenuti digitali, sviluppo di canali online di vendita di approvvigionamento, servizi di CRM, ecc

Le agevolazioni

sono concesse a fronte di:

  1. programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile con un tetto di spese ammissibili non superiori a 250.000,00 euro al netto d’IVA
  2. Sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, con un tetto di spese ammissibili non superiori a 400.000,00 euro al netto d’IVA
    nei seguenti settori:
  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

Agevolazioni finanziarie

Le agevolazioni assumono la forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro.

Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili previste nei programmi di investimento. In particolare:

  • per gli incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a:
    • 80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50.000,00, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100.000,00;
    • 50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a euro 100.000,00 e fino a euro 250.000,00;
  • per gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia del contributo a fondo perduto sia del finanziamento agevolato e sono articolate come di seguito indicato:
    • per le imprese femminili costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’’80% delle spese ammissibili, in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato;
    • per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse come al punto precedente in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

Costituiscono spese ammissibili alle già menzionate agevolazioni le spese relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale, personale dipendente ed esigenze di capitale circolante, alle condizioni e nei limiti stabiliti dal decreto interministeriale.

Spese Ammissibili

  1. immobilizzazioni materiali con particolare riferimento a impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa, a servizio esclusivo dell’iniziativa agevolata. (N.B. le opere edili sono agevolabili entro il limite del 30% del programma di spesa agevolabile)
  2. immobilizzazioni immateriali, necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata (brevetti, programmi informatici, progettazione e sviluppo software, piattaforme digitali)
  3. servizi in cloud funzionali all’attività
  4. personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;
  5. esigenze di capitale circolante (materie prime/di consumo, servizi ordinari strettamente necessari allo svolgimento dell’attività, spese godimento beni terzi, oneri per la garanzia in caso di richiesta anticipazione del 20% del contributo), con i seguenti limiti
    • nel limite del 20% delle spese complessivamente ammissibili, per le agevolazioni concesse per la nascita delle imprese femminili ovvero per lo sviluppo di imprese femminili costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda
    • nel limite del 25% delle spese complessivamente ammissibili e, comunque, nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi tre esercizi alla data di presentazione della domanda, per le agevolazioni concesse per il rafforzamento delle imprese femminili costituite da più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda.

Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

  • – relative a macchinari, impianti e attrezzature usati ovvero a investimenti di mera sostituzione degli stessi;
  • – relative a imposte e tasse, inclusa l’IVA e ad oneri previdenziali e assistenziali, nonché ai titoli di spesa di importo imponibile inferiore a 500,00 euro;
  • – relative all’acquisto di automezzi, ad eccezione di quelli strettamente necessarie al processo produttivo dell’impresa, nonché, in relazione al mero trasporto dei prodotti aziendali, quelli attrezzati per la conservazione condizionata dei prodotti;
  • – effettuate, in tutto o in parte, mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”.

Come sempre possiamo supportavi in tutte le fasi del progetto, di seguito una sintesi del Bando. Clicca qui

Fondo Regionale per la Crescita della Campania: Opportunità per le Farmacie

Fondo Regionale per la Crescita

E’ stato pubbblicato sul portale di Sviluppo Campania, il Fondo Regionale per la Crescita.

E’ rivolto oltre che ai professionisti anche tutte le piccole e microimprese Registro delle imprese della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, presenti sul territorio della Regione Campania da almeno 12 mesi antecedenti alla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURC.

Sono ammissibili al presente Avviso tre tipologie di interventi da realizzare sul territorio della Regione Campania e relativi a:

  • Digitalizzazione e Industria 4.0, investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0, come ad esempio i magazzini robotizzati;
  • Sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori;
  • Nuovi modelli organizzativi, investimenti tesi alla riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature volti a aumentare la produttività e la performance economica.

Diventa quindi un’opportunità importante per tutte quelle farmacie che voglio innovare il loro sistema di dispensazione del farmaco.

Le agevolazioni sono concesse, a copertura del 100% del programma di spesa ammissibile e ripartite come segue:

  • 50% delle spese ammissibili, a titolo di contributo a fondo perduto;
  • 50% delle spese ammissibili, a titolo di finanziamento a tasso zero.

Il programma di spesa deve essere compreso tra un importo minimo di 30.000,00 Euro e un importo massimo di 150.000,00 Euro.

La domanda può essere presentata dalle ore 12:00 del giorno 10 febbraio 2022 e fino alle ore 12:00 del giorno 14 marzo 2022.

A questo link troverete la sintesi del Bando.

Come sempre siamo a vostra disposizione per approfondire questa interessante opportunità.

Risorse destinate al consolidamento delle farmacie rurali

Avviso pubblico per la concessione di risorse destinate al consolidamento delle farmacie rurali da finanziare nell’ambito del PNRR

E’ stato pubblicato un avviso per la concessione di risorse destinate al consolidamento delle farmacie rurali. Tali risorse rientrano nella Missione 5 del PNRR ““Inclusione e Coesione” – Componente 3: “Interventi speciali per la coesione territoriale” – Investimento 1: Strategia nazionale per le aree interne – sub investimento 1.2 “Strutture sanitarie di prossimità territoriale” finanziato dall’Unione Europea- Next GenerationEU”.

Come si legge dall’allegato al Decreto 205/2021 lo scopo al fine di rafforzarne il ruolo di erogatori di servizi sanitari, (i) partecipando al servizio integrato di assistenza domiciliare; (ii) fornendo prestazioni di secondo livello, attraverso percorsi diagnostico-terapeutici previsti per patologie specifiche; (iii) erogando farmaci che il paziente è ora costretto a ritirare in ospedale; (iv) monitorando pazienti con la cartella clinica elettronica e il fascicolo farmaceutico.

Sono agevolabili 3 ambiti di intervento: Primo Ambito: Ottimizzazione dell’efficace dispensazione del farmaco anche implementando la distribuzione per conto (DPC) operata dalle farmacie territoriali, anche presso il domicilio dei pazienti. Secondo Ambito: Partecipazione alla presa in carico del paziente cronico, anche tramite progetti di assistenza domiciliare. Terzo Ambito: Prestazione di servizi di primo e secondo livello, operabile anche nell’ambito di assistenza domiciliare.

Il contributo pubblico erogabile per ciascuna farmacia rurale sussidiata corrisponde a una quota pari ai 2/3 (due terzi) del costo totale dell’investimento ed è fissato nell’ammontare massimo di € 44.260,00.

La domanda di partecipazione, dovrà essere compilata, a partire dalle ore 12:00:00 del 29/12/2021 e fino alle ore 23:59:59 del 30/ 06/ 2022, esclusivamente avvalendosi della specifica procedura informatica per il tramite della Piattaforma raggiungibile al seguente indirizzo internet: https:/ / farmacierurali.agenziacoesione.gov.it/

Al seguente link potrete trovare una sintesi del Bando.

Come sempre siamo a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti.